27 6 Bilbioteca della Eloquenza Italiana.
ne del tomo I. per bocca di TommasoGiunti , a lui sopravivuto, di cui nonfi vede alcuna prefazione al tomo III.per essere ancor egli allora già morto.
Ci sono le fette giornate della geo-rafia ( in terza rima ) di Francesco Fer-rigli ieri Fiorentino , che fu amico diMarsilio Ficino, e che le dedica a Fe-derigo Duca di Urbino , in soglio gran-de , senza luogo , anno , e stampatore ,con gran barbarie d’ortografia, e d’in-terpunzione («). Quanto alle cose an-
Notî di A
(«) Ad alcuni esemplari di questa edi-zione in foglio grande manca bensì l’an-no, ma non il luogo, nè ’1 nome dello Stam-patore, leggendovi nella fine, in FIREN-ZE per NICOLO TODESCHO & emenda-to con diligentia dallo Aublore . Francescodi Niccolò Berlingbieri , chiamato mala-mente Marsilio nel catalogo dei Geograficitati nel Lessico geografico del Ferrari ,« del Baudrando , non solamente su ami-co dì Marsilio Ficino, ma ancora suo di-scepolo , e uno della sua Accademia, ce-lebrato da lui in più luoghi delle sue Epi-stole, e anche con un Apologo latino, stam-pato dietro al primo Capitolo della Geo-grafia sopraddetta. Si pose a scriver quest’opera nel quinto lustro dell'età sua, e necontinuava il lavoro sotto il Pontificatodi Sisto IV. ( Bela SS.Jun.tom. II. p. 399.)Giovanni Carli Domenicano , suo fratelloustrino, gì’ indirizza la Vita del beatoGiovanni Domenichi Cardinal di Raglisi ,esortandolo nella lettera a farsi Frate ,ma non ebbe ascolto, avendo continuatoil Berlingbieri a viver nel secolo. Aggiu-gne il Fontanini , che il libro fu stampa-to con gran barbarie d'ortografia, e d'in-terpunzione : ma dicaci egli per grazia ,qual libro in lingua Toscana solfe stampa-to in quel torno, che su tra’l 1490. e’11500.senza talludiseli! e imperfezioni . li ca-
riche , egli segue Tdomeo , e quanto al-le moderne, il Biondo . Notisi in que-sto luogo , che Cristiano Grifio nel suolibro de Exterorum erroribus geographi-cis , preposto al tomo X. delle Mesco-lanze di Lipsia , dà p r errori , macon proprio error suo , alcune manieredi scrivere , che non sono errori , maformole , che di natura propria diversi-ficano n lingua Italiana , specialmentedove tra noi non ha luogo l ’h , ì' j ,k, x , e due w attaccati insieme (é).
’Ostolo Zeno.
zattere per astro è assai appariscente, enon senza grazia, e le Tavole eeograficheson come quelle di Tolomeo stampato inquel tempo . Un’ opera di Geografia interza rima dovea svegliare in mente alnostro Monsignore la ricordanza di quel-la del Dittamundì di Favo degli Ubertipur Fiorentino , stampata la prima voltain VicenZa per maestro Lionardo della Bas-ica M.CCCC.LXXI V. in soglio , e farglielaregistrare in questo luògo, che era il suoproprio; ma il far giunte alla sua Biblio-teca è fuori del mio disegno.
sé) Se gli errori in materia di geogra-fia notati dal Grifio in alcuni de’ nostriscrittori Italiani consistessero unicamentein quelle maniere di scrivere , che diver-sificano la lingua, e la scrittura Italianadalla Tedesca, avrebbe raeione MonsignorFontanini di prenderne la difesa, e di ri-torcene nel censore gli errori, de’qualiegli carica i nostri ; ma il male si è ,che il Grifio accusa principalmente gl’Jrj-liani di aver errato nella rotai variazio-ne de’,nomi , e nella vera situazione de’luoghi , la quale importa molto più, cheun piccolo cambiamento, o tralaictamen-to di lettere, che non han luogo nel no-stro alfabeto . Si dissimula questa partedella censura, perché non è cosi agevolela difesa.
CA-