a.02 Biblioteca della Eloquenza Italiana.
Valerio Massimo de’detti e fatti memorabili, tradotto di la-tino io Toscano da Giorgio Dati Fiorentino. InRoma perAntonio Biado 1539 . in 8 .
- - - E in Venezia per Michel Tramenino 1547. in 8.
Lucio Fioro de’ Fatti de’ Romani da principio per insino
ad Augusto Cesare, tradotto nella nostra lingua perG'.an-domenico Tarsia da Capodistria ( che lo dedica a MarioSavorgnano ) . In Venera per Piero Ravano 1547. in 8.
(1) Le Istorie Romane di Lucio Fioro , con le notizie di Lu-
cio Ampelio , tradotte da Santi Conti, col ristretto del-le Imprese de’ Romani di Sesto Rufo , e la cronologiadi Domenico Benedetti . In Roma per gli Andreoli i 6 jz,in 12.
- - - L’Istoria de’ Romani di Sesto Rufo , tradotta da Vin-
cenzio Belprato. In Firenze presso i Giunti 1550. in 8.
(2) Delle Dignità de’Consoli e degl’ Imperadori , e dell’accre-
scimento dell’ Imperio ( libri ) ridotti in compendio daSesto Rufo e daCassiodoro, e da Lodovico Dolce tradottie ampliati. In Fine già presso il Giolito 1551. in 4.
Note di Apostolo Zeno.
molti altri Paolo del Roffo, e avendolovolgarizzato, lo se’stampare in Lione daGuglielmo Rovillio nel 1546. in 8. Essofalsamente su attribuito eziandio, da chia Svetonio , da chi a Tacilo , da chi adAstoni a Pediano : ma oggidì minus ambi-gi folet Aurelium Victorem genuinum au-éiorem effe libri de Piris illujlribus : cosiGiannalberto Fabricio ( Biblioth. lat. to-mo I. pag. 572. edit. Hamb. 1721. in 8. ) ,di si fatte controversie giudice compe-tente.
In quest’ opera V Atanagi non la fa damero volgarizzatore. Del suo ci fono piùcose, cioè le Vite di Aleffandro Magno ,di Marcantonio, di Catone Uticeje , di Ce-sare , e di Ottaviano. Quivi egli ha rac-colti da più scrittori Greci , e Latini icostumi di Cesare ne’fatti di guerra, ein altre sue azioni ; e ci è in oltre pervia di alfabeto una piena, e utile espo-sizione sopra le voci , e cose difficili ,fieli’opera contenute, con la Vita nel prin-cipio del giovane Plinio , creduto da luilegittimo autore del libro volgarizzato .Nella detta esposizione pag. 262. fino a 271.produce varie notizie intorno alla cittk
di Cagli sua patria, e ad alquanti uomi-ni dotti che la illustrarono .
(1) Si tace la patria di questi due tra-duttori , Santi Conti da Rocca Contrada ,e Domenico Benedetti da Trevi, la cuicronologia va dalla fondazione di Romafino ali’ Iroperiodi Valentiniano I. La patriadegli scrittori sempre è ben che fi sappia.
(2) In altro luogo Monsignore si è gra-ziosamente divertito della prima edizioneAldina del Cafìiglione , per essersi dettonella prima parola dèi titolo , il LIBROdel Cortigiano , sorse per dubbio, die’egli,che tralasciandosi , il libro non si teneffeper libro, per altra cosa. AH’opposto ,egli riferendo qui questa traduzione delDolce, vi aggiunge di suo capo, chiuden-dola in una parentesi, per renderla piùvisibile, la voce , LIBRI , che il tradut-tore non vi avea posta , nè era necessa-rio di porvela , non essendo in più libridistinta l’opera, ma procedendo in segui-to dal cominciamento alla fine, come unsol libro . Oltre di ciò la trovo impressanel 1560. nel qual anno ella è dedicatadal Dolce a Giammatteo Bembo , Capita-no allora di Brescia »