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Tomo secondo.
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La Filosofia; zr?

Discorso di Baccio Baldini dell’essenza del Fato, e delle for-ze sue sopra le cose del mondo , e particolarmente soprale operazioni degli uomini. In Firenze per to Sermandli1578. tn foglio .

Del Tevere di M. AndreaBacci, medico e Filosofo, libri III.In Venezia ( presso Aldo ) 157 6. in 4.

Discorsi sopra l’inondazione del Tevere, di Paolo Beni . InRoma per lo Faccioni 1599. in 4.

Ragionamenti sopra la varietà de' flussi , e riflussi del mareOceano occidentale, raccolti da Niccolò Sagri. In Vene-zia per Domenico Guerra 1574. in 4.

(1) Trattato delle Meteore, di Francesco de' Vieti, cognominatoil Verino II. In Firenze per Giorgio Marescotti 1573. edi-zione IL in 8.

(a) Discorso di RinaldoOdoni per via peripatetica, ove fi dimo-stra, se l’anima, secondo Aristotile, è mortale o immor-tale. In Venezia presso il Manuzio 1558. r» 4.

Note di Apostolo Zeno.

!(i) * -- E 1582. in 8. edizione HI.

L’edizione del 1572. fu veramente laprima, non la secondai e quello del 1582.viene ad esser la seconda , e non già laterza . Questa avvertenza è però poca co-sa: non cosi la seguente. Il Verino nel 1573.altro non pubblicò , se non la sposizionedei tre primi libri sopra le Meteore i manel 1582. vi aggiunse quella del libroquarto, oltre all’aver ricorrerlo, e am-pliato il suo primo lavoro. E'una, e 1’altra edizione sono da esso indiritte alGranduca Francesco de’ Medici , ma condiversa dedicazione, siccome diverso an-cora è il proemio di entrambe . Uno de’principali vantaggi, che trar si possonodal!'esatto catalogo di una Biblioteca ,non è quello di dare il nudo, e semplicetitolo, e frontispizio de’libri, ma è quel-lo di mettere in vista le loro differenze,e i miglioramenti, e cambiamenti, chevi han fatti gli autori . Il nostro Monsi-gnore non ha sempre usata questa diligen-za . Al difetto di lui ho supplito in piùluoghi, ma non in tutti ; e ciò non perrisparmio di fatica , o per mancanza diavvertenza, ma per non aver avuto mo-do di aver sotto l’occhio ogni cosa.

(2) L’anno 1557. sta nel mio esempla-

re , e in altri da me veduti. PaoloMana-zio, che stampò questo Discorso â\ Rinal-do Odoni, era suo cognato, avendo presain moglie nel 1546. Margherita Odoni ,figliuola di Girolamo , e sorella di essoRinaldo, da cui il presente Discorso viendedicato a Don Flavio Orsino , col qualestudiando Filosofia in Perugia, avea con-tratta servitù e conoscenza. La quistione,se con l’opinion di Aristotele si possa so-stenere , e mostrare la immortalità dell'anima , svegliò gran rumori verso il co-minciamento del secolo XVI. ( NtceronMemoir. tom. XXV. pag. 333. — 343.) Gliscolastici d’allora erano così intestati afavore di quel Filosofo , che erano fer-mamente persuasi , che tutte le sue pro-posizioni, e dottrine fossero infallibili, eanche in materia di Fede, sane e catto-liche-, e però si sollevarono contra PierPomponaZio , il quale nel suo TrattatoDe immortaliate anima, stampato in Bo-logna nel 1516. in 8. asseriva, che, secon-do le ipotesi di Aristotele, l’anima muorecol corpo, protestando però, che quantoa sè, egli la credeva immortale, e cheper difesa di questa verità , la cui cre-denza fondava sopra la scrittura, e la ri-velazione , egli era pronto a spender il

san-