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Tomo secondo.
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348 Bilbioteca della Eloquenza Italiana;

(i) La Morale Filosofia di Epitetto e di Aristotile con Plutarcodell’ amor de’ genitori verso i figliuoli , di Greco ridot-ta in volgare da Giulio Ballino . In Venera pel Valvas-sori 15*55. in 8.

Cemento di Jerocle filosofo sopra i versi di Pitagora , dettid’oro, volgarmente tradotti da Dardi Bembo. In Veneraper Barello Bareni 1*504. in 4.

(a) Opere morali diSenofonte, tradotte da Lodovico Domenichi.InVinegia preso il Giolito 15*57. in 8.

Opere morali di Plutarco ( il Convito de’ vii. savj, del lodaresè Hello senza biasimo , e della garrulità) tradotte da Lo-dovico Domenichi . In Lucca per Vincenzo Busdrago15 60. in 8.

(3) - - - Opuscoli morali di Plutarco, tradotti in volgare daMarcantonio Gandini . In Venera per Fioravante Prati1614. tomi IL in 4.

(1) Adriano Relando, gii mio ami- in quarto , non ne nomina alcuna inco , il qual fece la sua bella edizione favella Italiana : e qui ne son due (a)-G. L. di Epitteto in Utrec nel 17x1.

Note di Apostolo Zeno.

no avanti stampata con questo titolo :

* - - Commentar) di Simplicio sopra 1 ’Elicili lidio di Epitteto Filosofo Stoico :Arte di correggere la vita umana, fattaItaliana per M. Matteo Franceschi , cit-tadino Viniziano. In Vino già appresso An-gelo Bonfadio i;8r. in 8.

Altro Stampatore, altro titolo , e nul-la più . Il rimanente è la stessa edizio-ne , e fino gli stesti errori . Egli è purenotabile , che lo stesso Ziletti pose infronte ad alcuni esemplari Tanno 1587.nulla per altro dissimili da quellidel 1583.

(1) Qualche esemplare ha Tanno 1564.e altri, secondo Tufo, il 1565. ma Tedi-atone è la stessa. Venezia , che fu la pa-tria del Franceschi, fu la patria eziandiodel Ballino , il quale la dedica a Monsi-gnore Pier Carnefecchì, che due anni do-po sorti quel fine infelice , al quale lagiustizia divina , ed umana T han con-dannato.

(<r) Alcuna non ne ha pur nominataGiannalberto Faèricio nel IV. libro dellasua Biblioteca Greca , e pure a c. 266,* zó/. vi registra le traduzioni di Epi-

teto , e dì Simplicio in più lingue. Non èperò da maravigliarsi, che le abbia igno-rate , e taciute anche il Belando . Similimerci passano difficilmente di là dai mon-ti . Bisogna cercarle tra i nostri, e ritro-vandole omesse dagli stranieri, non è per-ciò da alzarne trofei, parla cosi Monsigno-re, per esser tali minuzie facili a incontrar-li di mezzo alle Jìrade anche di notte , esenza lanterna. E di fatto Tuna e Taltraversione di Epitteto si leggono mentovatedal Signor Marchese Scipione Majfei nel-la sua opera dei Traduttori Italiani , chealtresì a Monsignore poteva esser nota ,stampata in Venezia dal Cateti nel 1720.in ottavo.

(2) * E ivi 1547. zn 8. dedicate alQue a Cosimo , edizione 1 .

Quando si può , è sempre bene far co-noscere le prime edizioni.

(3) Marcantonio Gandini Trivigiano »morto nel 1587. lasciò tra’ suoi scriniquesto volgarizzamento, ma lasciollo im-perfetto. Gìanfrancefco suo figliuolo, persupplirne al difetto , stimò bene di ag-giungervi quegli Opuscoli, che da altri

erano