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Tomo secondo.
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349
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La Filosofia; 349

- - - Apottsmmi, tnrstoitl in UnguâToso-Mss 6a Giambernar*

do Gualandi. In Venera presso il Giolito 15Ó7. in 4.Apottemmi, raccolti da Erasmo, e tradotti dal Fausto daLon-giano. In Venezia presso il Valgrift 1 546. in 8.

(1) Le Tusculane ( quistioni ) di M. Tullio Cicerone, recate in

Italiano. In Vinegia per Vincenzio Valgrift 1544. in 8.

(2) Le Opere morali di xM. Tullio Cicerone , cioè gli Uficj ,

i dialoghi , i paradossi , e il sogno di Scipione , tradottida Federigo Vendramino nobile Viniziano , e correttida Lodovico Dolce. In Vinegia presso il Giolito 1564. in 8.edizione V.

- - - Il Lelio, dialogo di Cicerone deH’Amicizia, tradotto in

lingua Toscana da Orazio Cardartelo. In Fiorenzj? per Lo-renzo Torrentino 1560. in 4.

(i) Il Fausto da Longiano dandole in za di Nugno Gupmano Spagnuolo, e diceluce , le dedica al Marchese Girolamo di non sopprimere da indegno plagiarioPallavieino di Corte maggiore, suo Me- gli autori delle opere , che gli capitanocenate, e ne fa volgarizzatore un Gentil- alle mani. Buona massima del Fausto ,uomo Fiorentino,, che le tradusse a stian- da tutti non praticata.

Note di Apostolo Zeno.

erano già flati volgarizzati ; e però insi-no nel frontispizio da buon galantuomochiamò a parte della gloria paterna altriletterati , cioè Don Garzia Maria Grazi,Antonio Massa , e Giovanni Tai cagnotta,dichiarando nelP indice degli Opuscoli ,quali fossero i tradotti dal padre, e qua-li i tradotti dagli altri . Una tale inge-nuità è degna limitazione, essendo fon-data su quel fermo principio di equità' ,A ciascheduno concedere il suo diritto.

(2) Nel 1523. adì XI. di Luglio con-cedette il Senato a M. Gìo. Bartolommeoda Aste la privativa , che per lo spaziodi XV. anni niun altro del suo dominiostampar potesse quest’opera. Se in tal an-no ne seguisse veramente la prima im-pressione, non saprei affermarlo, per nonaverla veduta . La più vecchia, che misia capitata , ben posso affermare, esserquella , che ne su fatta in Venezia daBernardino di Vitale nel 1528. in quarto ,ave perà il Vendramino tacque il suo no-

me , e col solo titolo di un nobile Vini-ziano a lui quivi piacque di palesarsi. Aquesta edizione manca il volgarizzamen-to del Sogno di Scipione , il quale però èfattura di Antonio Bruciali r aggiunto aquelle , che dappoi se ne fecero. Di Fe-derigo Vendramino basterà qui accennare ,esser lui stato figliuolo di Lionardo , emancato di vita nel 1534. Girolamo Fer-ro , alno Gentiluomo Veneziano', il qualemori nel 1561. essendo Bailo in Costan-tinopolî, traslatò similmente gli Uffizi diCicerone, e altre cose . Scrive il Sansovi-no nella sua Venezia pag. 404. della II. edi-zione , che il Ferro li diede fuori senzttil suo nome , e della traduzione del Ven-dramino non fa parola. Ciò potrebbe farnascer dubbio , se quella , che ne abbia-mo- alla stampa , sia veramente del Ven-dramino , o del Ferro ; ma le replicateedizioni col nome del primo, e dal se-condo non querelate, togliono ogni dub-biezza »