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Tomo secondo.
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La Fili

segue la voce non Toscana comune, Car-tesiano per Cartesiano , contro alla men-

Note di Apo

e di stima. Dicendo pertanto il libro delCortegiano , l’autore ha inteso il dire illibro, cioè il codice, la regola , la leggedel Cortegiano , e come il suo manualeper ben regolarsi , e istruirsi nel suo do-vere . Altro è il dire semplicemente, ilCortegiano , come il Fontanini vorrebbe ;c altro, il libro del Cortegiano, come ilCajìiglione ha voluto dire , e lo ha det-to: la prima maniera indicherebbe di vo-ler descrivere il Cortegiano per quello cheè ; e la seconda dinota di volergli inse-gnare qual esser deve . Quando la Signo-ria di Venezia fece stampare con magni-fica edizione in gran foglio gli statuti del-le Assise, e delle Usanze del Regno diGerusalemme , e di quello di Cipro, nonvi si mise in fronte altro titolo , se nonquesto , IL LIBRO de le Assise de l'altaCorte del Reame de Hierujalem in Pladean-te , idefl in forma di litigio , composto per ilBon Joanne de Ibelin Conte del Zaffo &Ascalona, e Signore de Rames; e cosi ovecomincia l’opera , fluì comincia IL LIBROde Justitia & Jure; e dove fi palla al-la seconda parte dell’opera, ella ha que-sto titolo , BL LIBRO de le Assise &bone usanze del Reame cc. e nel fine del-la prima Parte, Finisce il presente LIBRO,qual è de le Assise cc. stampato in Venezia ,regnante l'inclito Meser Andrea Griffi Doxedi Venezia nel li anni de la Nativitk del Si-gnor nostroMDXXXVI. del mese di Marzo,in la stamparla di Aurelio Pondo Venezia-no, in foglio grande . Estendo questo per-tanto il codice della Corte di que’ dueReami , non bastò dire , delle Assise ec.ma vi si aggiunse per più intelligenza ,IL LIBRO Delle Asstse . Ma torniamo allibro del Cortegiano . Quattro altre voltefu ristampato nelle case d’ Aldo, e semprefu riscontrato con l’originale , e in tuttele ristampe vi si conservò il medesimo ti-tolo, perché era conforme ali’originale .Francesco Asolano nella edizione del 1533.in ottavo asserisce, che come egli aveadato fuori il libro la prima volta , cosiora lo dava piò corretto del primo, secondoP esemplare scritto di PROPRIA MANOTomo IL

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te dell’ autore (s) , il quale, come nonfu de’ tempi Gotici, usa questa voce ,

dell' AUTORE -, ma le sue correzioni nonhan luogo nel titolo, che fu lasciato, co-me era prima. La stessa dichiarazione leg-gesi nel frontispizio della ristampa fatta-ne dai figliuoli di Aldo ( Paolo, ed An-tonio Manuzi ) nel 1547. in ottavo. Cosìsta pure in tre edizioni dei Giunti di Fi-renze izzp. 1531. 1554. Tra le prime ri-stampe merita considerazione la fatta dalPaganino in Venezia in picciolissima for-ma, ma senza l’anno. In processo fi co-minciò a far cangiamento nel titolo diqualche edizione , e particolarmente indue del Rovillio in Lione , ponendovi!, ,il Cortegiano. Il primo a darne l’esempiofu il Giolito nella sua del 1541. in otta-vo, dove però è da osservarsi, che il fron-tispizio con questo titolo, il Cortegiano ,non è seguitato, se non dalla sola tavoladelle materie ivi contenute ; dietro allaquale viene immediatamente un secondofrontispizio col vero titolo , IL LIBROdel Cortegiano , dinotando in tal manierail Giolito , che appunto cosi doveva sta-re, e che malamente lo avea mutato, eperò se ne ritrattava . Ma finalmente ache far tanto riso , e schiamazzo su laprima voce del titolo ? E' egli cosa nuo-va , e si strana , che un libro si chiamilibro? Ne mancano forse esempli e primae dopo dì quello del Cortegiano? Trova-si impresso in Verona nel 1476. in foglioIL LIBRO desii uomini famosi compilatoper Francesco Petrarca. La prima edizio-ne di un opera di Mario Equicola , è ti-tolata cosi : LIBRO de natura de Amore( Venez. per Lorenzo Lorio 1525. in 4. ) . Quel-lo, che si è riferito più sopra di MatteoPalmieri , comincia dalla stessa voce ilsuo titolo: LIBRO della Vita civile ( Fi:.Giunti 1529. in ottavo'). Ma di ciò ab-bastanza. Con nuove accuse ci richiama asè il Fontanini.

(«) Qui si vorrebbe gittarne polverenegli occhi, e venderne lucciole per lan-terne . Vi segue la voce non Toscana co-mune , Cortegiano per Cortigiano , controalla mente dell’autore. Perché appunto lavoce, Cortegiano, non è Toscana comune,V y ma