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Tomo secondo.
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3 66 Biblioteca della Eloquenza Italiana,

(*) Il Gentiluomo del Fausto da Longiano. In Venera falFin-segna dell’Angelo di Tobia) 1544. in 8. senza(ìampatcre( Parte I. e IL solamente ).

Trattato del Debito del Cavaliere del Conte Pomponio To-relli. In Parma per Erasmo Viotto 15 gó. in 4.

le quali non mancano in tali occasioni,specialmente poi in cosa di poca mole.Essendo questa l’ultima volta , che dame si nomina il Fausto da Longiano ,

Note di Apoi

ton Don Roderigo di Benavides . Dalla pri-ma disfida era passata la loro contesa aldibattimento sopra cert ‘‘arma , fatta pre-sentare dal Benavides, e rifiutata dal Me-rode, per non esser arma da cavaliero : làdove il suo avversario per tale la sostene-va . L’arma in contesa era un petto diferro con buchi straordinarj , e con unpezzo di lama dalla spalla alla cintura,fermata con un ferro, in maniera, chealla mano sinistra impediva il moto per-la offesa, e per la difesa . Se ne vede ildisegno , tanto nella suddetta scritturadel Mende, quanto nella fine dei Mani-festi del Benavides , impressi in Milanosenza nome di Stampatore nel 1558. in4.Questo non è ’l luogo da esaminare , enulla monterebbe il farlo , cotal quistio-ne , da cui nacque il motivo dell’altracontesa tra’l Muzio, e ’1 Fausto . Il Mtt-zio , oltre ad un suo Parere a favor delMende (pag. 66 .}, impresso nella suddet-ta scrittura , distese , senza porvi il suonome , il primo Manifesto , o sia la Giu-stificazione del Merode, ove cita più vol-te sè stesso, e impugna apertamente un’opinione del Fausto , il quale ne’suoi li-bri del Duello , parlando dell’ arme dacavaliero, avea asserito, che il reo, quan-to al rigor delle leggi civili, poteva usarógni arma anche insolita , e impeditivacon ogni falsa maestria ed inganno . Puntoil Fausto dalla scrittura del Muzio, cre-dette di essere in obbligo di rispondergli,e lo fece col Discorso aggiunto al suoDuello , e confutato dal Muzio con laFaustina , alla quale il Fausto rispose con

dirò qui, esser iui stato pubblico profes-sore di buone lettere in Udine.

(*) E in siili’ andare dei libri del Do-ni , che poco o nulla concludono.

ToLo Zeno.

un libricciuolo intitolato, La feconda di-fesa di Fausto da Longiano in risposta allaFaustina del Muzio , stampata in Peneziaper Saldature Costantini 1560. in ottavo:onde è falso il parere del Fontaninì, cheil Fausto non avesse mai coraggio direplicare alla Faustina del suo avversa-rio, e che anzi non gli riuscì malagevo-le P ingegnarst di trafugarla con le arti ,le quali non mancano in tali occafìoni , spe-cialmente poi in cose di poca mole: il che,se fosse vero , sarebbe stato la cagionedella rarità di questo picciolo scritto. IlMuzio solito sparger le cose sue di sani,e ottimi avvertimenti , uno in questo li-bricciuolo ne insinua , che non fuor diproposito qui ripeto con le sue stesse pa-role pag. 25. 2 6. Non dee leale scrittoreallegar troncamente , nè diversamente lealtrui scritture: che questo e usar falsità .

(*) Sul mio tavolino ho presente l’edi-zione di questo libretto con 1’ insegna dell’Angelo di Fobìa , fatta nell’anno 1542.in ottavo, dedicata dal Fausto a CamillaMarchesa Pallavicìna , moglie del Mar-chese Cesare , da cui essendo stato invita-to al suo feudo di Corte maggiore , qui-vi diede principio a quest’ opera di po-chi fogli, la quale e’ non avrebbe in ter-mini così angusti ristretta , poiché da al-tre due Parti doveva essere accompagna-ta, se la morte di quel Gentiluomo, nonmolto dopo avvenuta, non gliene avessetronco il disegno, ma con poco discapi-te, e senso di chi ha la sofferenza di leg-gere le due prime Parti stampate.

Trae-