La Fil
I Francesi abbondano di libri sopraquest’ arte , chiamata Araldica ed Heral-dica , e da essi Blasone . Noi abbiamoDante , il quale con poche , ma essenzialiparole ne scrisse nel Canto XVII. dell'
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Inferno , spiegato poi dal Celli nella le-zione iv. della Lettura vii. Abbiamo pureil Trissino , che ne tratta nel libro X. del?Italia liberata , e poi Vincenzio Borghìnìnel primo discorso del suo tomo II.
Capo vii.
Giurisprudenza , Diritto pubblico , e delle Genti .
L E Istituzioni Imperiali di Giustiniano Augusto, tradottein volgare da Francesco Sansovino con l’esposizione diquesta materia. In Venezia per Bartolomeo Cesano 15 52. in 4.Discorso della dignità delle leggi , rispetto a tutte le altrescienze ed arti, di Pier Benedetti da Orbino. In Bolognaper Alessandro Benacci 1570. in 4.
Le Istituzioni dell’ Imperio , contenute nella Bolla d’ oro(di Carlo IV.) nuovamente dalla latina nella volgar lin-gua tradotte ( da Luca Contile ) . Nels Accademia Vene-ziana 1558. in 4.
V Origine degli Elettori. Ivi 1559. in 4.
(1) Discorsi della Precedenza de' Principi , e della Milizia diSperone Speroni. In Venezia per Giovanni Alberti 1598. in 4.(2) Ragioni di precedenza ( tra i Duchi di Ferrara e di Firenze).In Ferrara per Francesco Rossi \66z. in soglio , e ancora in 4.
Note di Apostolo Zeno.
(î) Il Discorso della Precedenza doveacontener tre Parti, ma la terza fu invo-lata allo Speroni con altri suoi scritti ,siccome Ingolfo di'Conti suo nipote ce nefa fede nella sua lettera a Don Ignico diVelusco Conte di Aro . Un abbozzo dellamedesima , ritrovato fra le carte di lui ,fu aggiunto alle due precedenti nel? ulti-ma edizione delle sue opere (Tom.II.p.^ig.).Pare , che ? Autore scrivesse questo Di-scorso in occasione della controversia diprecedenza, nata in Roma fra le due Co-rone di Francia, e dì Spagna. Per la se-conda sta la lettera di Girolamo Olzigna-no Gentiluomo Padovano, e poi ConsiglierRegio in Napoli (Ivi tom. V. pag. 354. ),
il quale era genero dello Speroni , per averpresa in moglie l’ Angelica figliuola natu-rale di esso , fra i Trattatelli del qualene sta impresso uno , non però finito ,(Ixd pag. 442.), ove anch’egli favoriscele parti del Re Cattolico, non ostante lasentenza del Papa in contrario.
(2) Evidente è qui l’error della stam-pa. Dee stare 1562. e così pure sta ap-piè dell’avviso ai lettori, premesso al li-bro. Da gran tempo era celiato nel 1662.il titolo di Duca di Ferrara , e per con-seguenza più non sussìsteva il motivo dicontrastare il titolo di precedenza ai Du-chi , o Granduchi di Toscana.
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Tomo IL
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