434 Biblioteca della Eloquenza Italiana.
(*) Il Libro della Capirà del Cardinale Giovanni Domenici Fio-rentino dell’ordine de’Predicatori . {In Venezia) a SanLuca , al segno del Diamante 1555 . in 8 .
Note di Apostolo Zeno.
qui religionem radendi verticis , & mentitnstitutum fervant , detorquens in illos atì-quot divina Scrittura testimonin , & Ca-tbolicorum interpretum dièta &c. Nello stes-so Indice pag.64. sta fra gli autori dan-nan di prima classe un Pbtlalet.es, per cuiforse dinotasi lo stesso Lando , che in mol-ti suoi libri, come già si è veduto, e an-che nel presente Dialogo prese lo stessonome, mettendosi a ragionare con Lucre-zia Gonza ga, la quale ebbe per maestroil Bandella , Questo Dialogo in materiaco*.! delicata , uscito dalla penna di au-tore cobi sospetto , non si doveva riporrealia cieca in un Capo , ove fi produconoaurori , scritti di Morale e dottrina Cri-stiana, senza averlo prima esaminato at-tentamente per assicurarsi ben bene , secosa vi fosse per entro, che nuocer potes-se alla sana credenza . E di fatto, nonvolendomi io fidare appieno di me mede-simo , lo diedi a considerare a un dottoe sperimentato Teologo , che vi segnòmoltissimi luoghi , parte sospetti , partepericolosi, ed erronei, parte manifestamen-te dannati. Il Lando del suo essere statoAgostiniano non ha dato il minimo indi-erò in tanti suoi scritti : ma somigliantecautela su praticata da altri, i quali daogni altro, che da loro, si venne a sco-prire, che fossero di regolare istituto : mala lor colpa non fu di quel pessimo co-nio, di cui è marcata quella del Lando.Gìannangelo Odoni in sua lettera scrittada Strabbuigo li XXIX. d’Ottobre 1535.3GilbertoCognato(Niceron Memoir.tom.XXl.pag. 115. ) , ci presenta un brutto ritrat-to di Ortensia Lando , conosciuto da luiprimieramente in Bologna , e quindi inLione presso Stefano Dolete , suo camera-ta. Quivi egli lo chiama, pietatis, gracalingua , ac disciplinamm contemptorem , elo contrassegna per li due Dialoghi , Ci-Cerorelegatus & revocatus , de’quali altro-ve si è favellato, lpje vero, coù l ’Odonicontinua , relegarne , & non revocatus in
Itallam, in qua tota, nedum in patria suametuit agnofei , ideoque fìbi conscius , no-mea in frontìspicio fupprejstt j sed nobisBorioni* incus & in cute cognitus est. Nar-ra dipoi, che in Li^ne egli era solito re-plicargli questa be.la massima : Aiti aliosiegunt , mihi JolusCbriJìus , & Tulli us pla-cet 5 sed interim Cbristum nec in manibusbabebat , nec in librisi an in corde haberetDeus jcit, Lo intese anche dire , che ,quando fi rifugiò in Francia, non portòseco nè’i vecchio, nè’l nuovo Testamen-to ; ma per sollievo del suo esilio sola-mente avea seco l’epistole famigliari diCicerone. Racconta in oltre , che da luifu condotto in casa di Stefano Doleto ,che sbandito di Tolosa erasi ritirato aLione, dove volendo dare alla stampa lesue Orazioni, cioè quelle due rabbiose in-vettive contra la città di Tolosa, pregòil Lando di farvi la prefazione, e d’in-dirizzarla a chi gli fosse più a grado ;id quod facete Landus renuit , per non ti-rarsi nuove brighe anche in Francia.
(*) Anche in questocomein quel-lo del Castiglione , comparisce per primaparola , la voce libro ; ma qui il nostroMonsignore non muove dubbj, nè se neprende fastidio. Le suore, dette le Man-tellate del Paradiso in Siena , dell’Ordinedi San Domenico , a proprie spese pro-mossero la prima edizione di questoTrat-tato; e fu la seguente:
* - - In Siena per Simone di Niccolò eGiovanni di Alessandro librari adì 17. Ot-tobre 1513. in 4. ediz.I.
* E (.in Vmegìa ) al segno della Cagni *%ione (per Comin da Trino') 1544. in 8.
* E col titolo, Trattato del?Amordi Dio, e della Carità verso il prossimo ,in Firenze per Gio. Donato , e BernardoGiunti e compagni idi5. in 8. (edizionededicata da Modesto Giunti Modesti a Mo-desta Pefenti , Badessa di Santa Maria deli’Orazione di Malamocc©.