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Tomo III.
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I. KSF.IUE

intra i pioppi a ini parve ergersi luttoFuor dallonde; e in sottil veste ravvoltoDi verde musco, e coronato il capoDi fragil canna, a lui parve dicesseQueste parole: Enea, stirpe divina,

Che ne riporti la città TrojanaDalle man de nemici, e la riponiEternamente; o dai Latini atteso,

E da Laurenti a tanta speme eletto;

Questa è la tua magione, ii seggio è questoAtuoi Penati: non cessar dallopraIncominciata, timor ti prendaPiù del dover di questa ultima guerra,

Che de Numi lo sdegno hai vinto aitine.

E perchè vana immagine di sognoTu non estimi il mio parlar, vedutaTi fia tra poco, e sotto lelc-e accoltaDi questa ripa, la candida trojaCon trenta intorno a lei bianchi lattanti.Questo fia loco alla cittade, e metaA le fatiche: overgerà le mura,

Dopo trentanni, Ascanio a la novellaCittà che, dal color di questa fera,

Alba fia detta. Il ver ti parlo. Or quelloChe più importa dirò, perchè di questaGuerra che ti sovrasta uscir tu possaVittorioso. In queste istesse piagge,

Da Pallante venuti, han posto nidoGli Arcadi, che seguir del rege Evandro Le insegne: edificando una cittade