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I.’ K’SF.IUE
intra i pioppi a ini parve ergersi luttoFuor dall’onde; e in sottil veste ravvoltoDi verde musco, e coronato il capoDi fragil canna, a lui parve dicesseQueste parole: Enea, stirpe divina,
Che ne riporti la città TrojanaDalle man’ de’ nemici, e la riponiEternamente; o dai Latini atteso,
E da’ Laurenti a tanta speme eletto;
Questa è la tua magione, ii seggio è questoA’tuoi Penati: non cessar dall’opraIncominciata, nè timor ti prendaPiù del dover di questa ultima guerra,
Che de’ Numi lo sdegno hai vinto aitine.
E perchè vana immagine di sognoTu non estimi il mio parlar, vedutaTi fia tra poco, e sotto l’elc-e accoltaDi questa ripa, la candida trojaCon trenta intorno a lei bianchi lattanti.Questo fia loco alla cittade, e metaA le fatiche: ov’ergerà le mura,
Dopo trent’anni, Ascanio a la novellaCittà che, dal color di questa fera,
Alba fia detta. Il ver ti parlo. Or quelloChe più importa dirò, perchè di questaGuerra che ti sovrasta uscir tu possaVittorioso. In queste istesse piagge,
Da Pallante venuti, han posto nidoGli Arcadi, che seguir del rege Evandro Le insegne: edificando una cittade