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Lo proteggete. Io poi (dove che siaChe raccogli» il tuo fonte, e di qualunqueLoco emerga alla luce, inclito fiume,
Le Italiche regnando acque soggette)Sempre ti onorerò ; sempre i miei doniAvrai, tu che a pietà de’ nostri inaliTi se’ commosso. Or ne soccorri, e i tuoiVeri presagi raffermar ti piaccia. —
Detto questo, di tutto il suo navileDuo legni elesse, e d’armi e di compagniE di remi formili: ed ecco agli occhiManifesta gli fu la presagitaCandida troja e i candidi lattanti,
Che del liti accosciata era tra l’erbe;
E a te menolla in sagrifizio, o Giuno,
Con la sua bianca prole, e a te l’uccise.
Per tutta quella notte, onde minore
Fosse il travaglio ai remiganti, il TebroAllentò le correnti ; e rifluendo,
Quasi dal corso si restò, siccomeFosse larga palude e quelo stagno:
Onde le due biremi a lor viaggioSe ne vanno sollecite, a ritrosoDell’acque, a volo. All’inusato incarcoStupiscon Fonde istesse e i circostantiBoschi, mirando i rifulgenti scudiDegli armali guerrieri, e i pinti abeti.
Per tutta quella notte e il giorno appresso,Non dan mai requie a’ remi ; e via volandoPer le rivolte flessuose e i lunghi