I. K-SF.lIir.
Rispose Enea: Noi sem’Trojani; e l’armiChe vedi son nemiche a’ rei LatiniVostri nemici, che l’esilio nostroPerseguitando, ne cacciàr superbiDa sè con guerra. A Evandro re veniamo.Però tu gli riporta, che venutiAlcuni eletti fra’ Trojani or sono,
Di fe’cercando colleganza e d’armi. —
Di quel gran nome attonito e confusoStupì Pollante, ed umile soggiunse:
0 chiunque tu sii, liberamenteScendi a terra, e fu stesso al padre mioLa tua domanda esponi; e, come amicoEd ospite, ricovra ai nostri alberghi. —
E in così dir, la destra anco gli porse,
Ed abbracciollo, e al padre Io condusse.Così, giunti per mano, a la rivieraDanno entrambi le spalle; e ne la selvaAvanzando più sempre, al re dinanziCon amiche parole Enea si fece:
0 ottimo fra’ Greci, a cui fortunaOr mi conduce supplice, co’ ramiDi sacre bende avvolti, o re possente;Benché tu dell’ Arcadia, e condottieroDi Greci, e stretto ad amendue gli AtridiPer vincoli di sangue, al tuo cospettoPur non temei di comparir. La miaVirtù m’infranca; e più, del ciel gli avvisi,E i consanguinei padri, e la tua fama,