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Tomo III.
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I. K-SF.lIir.

Rispose Enea: Noi semTrojani; e larmiChe vedi son nemiche a rei LatiniVostri nemici, che lesilio nostroPerseguitando, ne cacciàr superbiDa con guerra. A Evandro re veniamo.Però tu gli riporta, che venutiAlcuni eletti fra Trojani or sono,

Di fecercando colleganza e darmi.

Di quel gran nome attonito e confusoStupì Pollante, ed umile soggiunse:

0 chiunque tu sii, liberamenteScendi a terra, e fu stesso al padre mioLa tua domanda esponi; e, come amicoEd ospite, ricovra ai nostri alberghi.

E in così dir, la destra anco gli porse,

Ed abbracciollo, e al padre Io condusse.Così, giunti per mano, a la rivieraDanno entrambi le spalle; e ne la selvaAvanzando più sempre, al re dinanziCon amiche parole Enea si fece:

0 ottimo fra Greci, a cui fortunaOr mi conduce supplice, co ramiDi sacre bende avvolti, o re possente;Benché tu dell Arcadia, e condottieroDi Greci, e stretto ad amendue gli AtridiPer vincoli di sangue, al tuo cospettoPur non temei di comparir. La miaVirtù minfranca; e più, del ciel gli avvisi,E i consanguinei padri, e la tua fama,

Che di te grande per lItalia è uscita,