LIBRO KONG
iWentrc, lungi da’suoi, d’armi e d’armaliFacea raccolta Enea, l’altera figliaDi Saturno spediva Iri dal cieloAll’ audace suo Turno, che da pressoA la foresta di Filmino, accoltoErasi dentro a una sacrata valle.
Cui la Taumanzia Dea con rosee labbraCosi parlò: Quel che nessuno IddioD’imprometterti mai si fora ardito,Destra l’occasione ora ti porge.Abbandonata la città novellaE le navi e i compagni, al PalatinoEvandro s’è condotto il Frigio Enea,
E all’ultima Conto, onde raccorciAjuti a questa guerra; ed arma all’uopoI rustici e i Tirreni. E a che ti staiDeliberando, inoperoso e lento?
Sorgi or dunque sollecito all’impresa;Movi le insegne, e i vuoti accampamentiInvadi, e i pochi, che vi sono, uccidi.—Disse; ed alto sull’ali al ciel levossi