Band 
Tomo III.
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I. E INFIDE

La Diva; e intra le nubi il luminosoArco segnando, al giovine disparve.

Turno la riconobbe; e verso leiChe si toglieva a la sua vista, alzandoAmbe le palme, Oh, disse, Irì, del cieloOrnamento e decoro, or chi li mandaA me quaggiuso? Ondè che di repenteDi si tranquilla luce il ciel sammanta?Veggio aperto lOlimpo, e nel serenoRotar le stelle. Obbedirò al tuo cenno,Chiunque tu sii che degli Dei mi chiamiA la battaglia. E in questo dir, disceseA le ripe del fiume, e londa attinse,

E se ne sparse, ai sommi Iddii pregando.

Ma pieno di cavalli, e darme instruttoLuminose, e di molto oro e di vestiVariopinte superbo, a la campagnaGià procedea lesercito. DinanziIva Messapo, e i giovani di TirroTenean lultime schiere; e Turno in mezzoDellordinanze vi cavalca, e in armiDi tutta la persona altrui sovrasta.

Cotal ratto si move e si componeLesercito raccolto: a quella immagoChe fal Gange profondo e il pingue Nilo ,Quando sedale le correnti, e TacqueRivocando dai campi al proprio letto,Tacitamente corrono alla china.

Dalla lunga i Trojani il nembo oscuroVidero della polve, e la campagna