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Tomo III.
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I. FiSFIDF

Lanciò nel campo, ed ingaggiò la pugna.Quindi si caccia a la pianura; c secoSchiamazzando e ululando orribilmente,Seguonlo i suoi. Stupisce egli, mirandoPaurosi i Trojani e fermi al vallo,

Senza dar mano allarmi ed ischierarsiNe la pianura : ond ei torvo e sdegnosoCircuisce la terra, e spia per lochiInaccessi un entrata che laccoglia.

Come lupo notturno, a pieno ovileInsidiando, al vento ed a la piova,

Ulula de la stalla a le chiusure;

Sotto a le madri belano securiGli agnelli; ed ci stizzoso e furibondoGià col disio li sbrana e li divora;

E per lungo digiun più lo martellaIl furor della fame, e larsa golaChe del sangue dellagile è sitibonda:

Non altrimenti il Rutulo sinfiammaConsiderando il muro e gli alti schermiIncontra opposti; e lira ognor più intensaCuoce nellossa, cliè trovar non puoteCome riesca nella terra, o comeTrar ne possa i nemici a campo aperto.Finalmente si drizza egli alle navi,

Che dellaccampamento erano posteIn un fianco rimoto, e da più schermiGuardate, e da fluviali acque ricinte.

Ei con un tizzo ardente intra le mani,

Lieto aglincendj i suoi compagni appella: