Guardando alla celebrità degli antichi che precedet-tero l’età nostra in ogni maniera di comporre, manca incerto modo il coraggio ne’ moderni scrittori : si perchèloro incresce di entrare in un campo già mietuto e cerca-tissimo; come anche perchè non senza gravi pericoli sitenterebbero nuove strade. Se vuoisi eccettuare la trage-dia, la commedia e la storia, per le quali si potrebbe ancormeritare alcuna lode di originalità, non so in quale altrasorta di composizione si possa dai moderni sperare di con-seguire un tal pregio, e dire con Orazio: Libera per va-cuimi posai vestigio. Nell’abbondanza e sazietà, direi qua-si, di scritture poetiche in Italia , dovrem noi dunque ri-manerci dallo scrivere più oltre, temendo di non potervincere la riputazione degli antichi, e fors’anche di nonl’aggiugnere? Dai più schifi certo ci si direbbe che si; matutti quelli pei quali necessità s’è fatto lo scrivere, e chesortirono nascendo il magnanimo desiderio d’illustrar sè eil proprio paese colle opere d’ingegno, mal si arrendonoa questi consigli, e si ricusano a tanto sagrifizio. Questeconsiderazioni verissime rinforzano ognor più, se trattisi
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