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CAPITOLO IX.
Strati di S. Cassiano e strati di Raibl. Dolomia principale.
La probabilissima equivalenza del piano fossilifero ai prati di Pralongei di S. Cas-siano col calcare bituminoso ittiolitico, che sopporta presso Eaibl i calcari marnosiad Hòrnesia Johannis-Austricie, ed il fatto da me recentemente verificato e rilevatomolti anni sono dall’Escber e dallo Stoppani della coesistenza in Lombardia dimarne iridate e di pietre verdi, identiche alle rocce che a S. Cassiano sopportanoil piano fossilifero, colle marne e coi calcari marnosi raibliani di Corno, Dossena eS. Giovan Bianco, mi hanno confermato nel pensiero di mantenere strettamente con-giunti questi due livelli, di cui furono così a lungo disputate le relazioni, come ilpiù delle volte furono meno propriamente applicate le denominazioni. Litologica-mente le analogie tra le due formazioni non mancano; poiché appena ci allontaniamoda Raibl e ci portiamo nella accennata valle di Kaltwasser, oppure alle origini dellaYalbruna e meglio ancora nelle vicinanze di Dogna e di Dordola, in Priuli, vediamoil graduale predominio delle marne e delle arenarie sui calcari marnosi, poi questiripigliano il sopravvento nelle valli di Frondison, tra Ampezzo e Forni di sotto, asud del passo della Mauria ed al monte Zucco di Pieve di Cadore . Alla base delPelmo sono arenarie rosse e marne a Myophoria Kefersteini; alla base della Civettasono calcari marnosi con una speciale faunula non ancora riscontrata nelle vicinanze.Nell’altipiano badiotico sono ancora marne ed arenarie assai sciolte ed erodibilissime,che nella loro porzione elevata comprendono i fossili di S. Cassiano. Quivi pure lemarne rosse, altrove associate o sopraposte al raibliano, separano la zona dalla do-lomia del monte Set-Sass, insinuata nelle marne di Pralongei, dalla dolomia prin-cipale. Epperò il vero raibliano si può dire rappresentato dalla porzione superioredella detta massa dolomitica del Set-Sass.
Essendo l’area più interessante di questo altipiano compresa nella Carta perchènel versante del Cordevole , dirò brevemente della serie che si riscontra salendo daAraba a Pralongei e che quindi si torna a percorrere scendendo a Livinallongo. Escur-sione da raccomandarsi caldamente ai giovani geologi italiani, che vogliano formarsiun’ idea dei fatti più che dei nomi.
Seguito per qualche tempo lungo il Cordevole lo sfacelo dei tufi doleritici cir-costanti ad Araba, si notano presso alla svolta per salire a Chers le arenarne varie-gate, le quali ora sull’una ora sull’altra sponda si accompagnano sino sotto Livinal-longo, alternatamente cogli strati di Buchestein, dolomitici o di calcare bituminoso.Salendo poi al detto paesello è naturale che si ripiglino i tufi, alternati con argillebituminose più o meno compatte, senza colate melafiriche, con un aspetto identicoa quello dell’alta valle di Zoldo. Al paesello si trovano gli scisti con DaonellaLommeli in grande copia e tali si alternano colle arenarie per lo spessore di cin-quanta metri. Sopra ripigliano i conglomerati calcareo-tufacei, quindi dei calcari mar-nosi con impronte di vegetali e con pezzetti di antracite. Con questa alternanza ciinnalziamo sino a 70 metri sopra il paese; poi si svolta nel bacino amplissimo dei