40a Biblioteca della Eloquenza Italiana.
(1) L’Anfitrione di Plauto, tradotto di latino ( terza rima )
da Pandolfo Collenuccio. In Venezia per Niccolò Zoppino
(2) . . -^La" Casi na , e la Mostellaria ( Commedie II.) tradotte
( in terza rima ) da Girolamo Berardo nobile Ferrarese .In Venezia presso il Zoppino 1530. in 8.
(z) - - - L’Asinaria ( in terza rima) . In Venezia per Bendo daLecco 1528. in 8. senza traduttore.
(4) - - - I Menecmi ( in terza rima ) . In Venezia presso il Zop-pino 1530. in 8. senza traduttore.
Note di Apostolo Zeno.
(1) Il Duca Ercole d'Este I. di questonome, Principe veramente magnifico, aveafatto edificare nel 1484. Panno appunto,in cui ebbe fine la sua lunga guerra co’Veneziani , uno spazioso Teatro nel Cor-til nuovo del suo Palazzo Ducale; e que-sto era di tale ampiezza , che per eccel-lenza chiamavasi la gran fata . Per noti-zia comunicatami dal Signor Baroni, di-rò qui , che lo steiso Teatro rimase con-sumato dal fuoco, che vi si accese l’ulti-rno giorno del 1551. diche, scrive Filip-po Rodi negli Annali di Ferrara, MS. dellalibreria Estense, che VAriosto , perché nefu \'architetto, edera appunto a propositoper le sue Commedie, tanto se ne attristò,che ne morì, < ma un anno e più dopo )più per il dispiacere di quell' incendio , cheper altro. Quivi nel 1487- ai XXV. di Gen-naio , secondo la testimonianza di FratePaolo dei Cberigi da Legnago, dell’ OrdineCarmelitano, ne’suoi Ricordi manoscritti,esilienti nella suddetta Libreria , ovveroai XXVI. dello stesso mese , al dire delCronista Ferrarese , pubblicato dal SignorMuratori nel tomo XXVI. della suaincom-
paiabil Raccolta ( Rer.Ital. Scrìptor. To-mo XXIV. col. 1.79- ) , il Duca Èrcole fecerecitare di notte tempo P Anfitrione diPlanto , tradotto dal Collenuccio , che al-lora stava al servigio di lui, in occasionedegli sponsali ài Lucrezia sua figliuola conAnnibale dentìvoglio, figliuolo di Giovan-ni lì. Signor di Bologna, dal qual matri-monio nacque fra gli altri Ercole Benti-■vogllo , famoso Scrittore e Poeta . Nellostesso Teatro si replicò V Anfitrione ai XII.
di Febbrajo nel 1493. allorché Anna Sforzafigliuola di Galeazzo già Duca di Milano,andò in Ferrara a marito, che fu il Prin-cipe Alfonso d'Este, figliuolo, e poi suc-cessore del Duca Ercole.
(2) Egli è probabile, che il Berardo fio-risse, e volgarizzasse queste due Commediedi Plauto in tempo , e per comando delDuca Ercole, ovvero del Duca Alfonso suosuccessore , vedendosi scritte sul gusto diquel tanripo , e capitate in potere delloStampatore Zoppino , che era Ferrarese ,con la stessa occasione, con cui gli per-vennero l’altre , e nel medesimo tempo ,egli le diede alla stampa.
O) * - - E ivi presto Niccolò Zoppin»15 jo. in 8.
Ma come più vecchia, e più bella edi-zione delle sopraddette, merita la seguen-te di esser qui registrata, essendo ignora-ta anche dall 'Allacci.
* - - Comedia Asinaria de Plauto tra-dussi de latino in vulgar , representataadì XI. Febraro del 1514. in Venezia nelmonasterio de Sancto Stefano . in 4. senz’anno , luogo , e Stampatore , ma probabil-mente in detto anno in Venezia.
(4) Questa fu la prima favola rappre-sentata nel nuovo Teatro del Duca Erco-le I. Il Cronista Ferrare/e, più sopra alle-gato ( col. 278.) , ce la asserisce recitatail dì XV. di Gennajo nel 1486. soggiugnea-do, che nella spesa di detta Festa ci an-darono più di mille ducati . Nel 14PZ- "dì XXII. di Maggio se ne fece una terzarappresentazione {col. 283.) alla presentadel Duca di Milano Lodovico H Moro ,
genero