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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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convinto del proprio merito; a tal clic gli pareva clicdovesse questo offuscarsi al menomo gracidare d’ ognisciagurato censore.

Uno però de’ più segnalati servigi che il Monti ren-dette alle lettere, dopo avere illustrato se medesimo contante poesie originali, si fu la traduzione dell ’ Iliade ,per mezzo della quale il suo nome si è in Italia as-sociato a quello di Omero , e con esso durerà fino clicsarà intesa la nostra lingua, e che non sarà spenta ne-gli uomini 1’ammirazione pel primo poema dell’uni-verso. E qui è da osservarsi eli’ era invalsa fra noi,prima clic il Monti venisse a farne convinti del con-trario, un’ opinione che la Iliade , quantunque in ognitempo venerata come il più antico monumento dellenazioni, dopo la Bibbia , non potesse farsi italiana confedeltà ed eleganza : perocché Omero , il quale vivevaforse tre mila anni prima di noi, aveva descritta unatroppo rozza natura con colori sovente a quella con-formi, cui i soli grecisti, giusta quell’ opinione, pote-vano tollerare, leggendo 1’ originale, a cagione dellanativa dolcezza ed armonia del verso e della lingua.A confermare questa sentenza contribuivano poi i duepiù celebri traduttori italiani, Salvini e Cesarotti ; ilprimo de’quali aveva effettivamente fatto parer vileOmero colla pedestre sua versione, l’altro crasi avvi-sato di riformarlo secondo che a lui pareva richiedersidalla schifiltà de’ tempi moderni. In tal modo quellasemplice sublimità, e quelle sì evidenti descrizioni diun costume, per così dire, ancor vergine , andavanotutte perdute ; e non restava che il nome di Omero daammirare a chi non poteva nella lingua loro originalegustare i suoi versi. Il Monti aveva fatto il primo tentativodi questa sua traduzione in Roma per una disputa in-