XLVII
con una tale gagliarda, clic i suoi versi sono fortementecolorati della tinta de’tempi ne’quali vennero dettati;poiché la sua fantasia oltremodo vivace , prendendoquei moti che le circostanze in essa eccitavano , piùnon vedeva che le immagini convenienti al subbietlo.Di qui gran parte de’ suoi componimenti rimase privadel fine, poiché i tempi mutavansi prima eli’ ei gliavesse compiti: al che contribuiva anche la sua na-turale impazienza , per la quale intrapreso con grancalore un lavoro, ed avanzatolo fino ad un certo segno,lo interrompeva per correre in traccia d’altri argo-menti. E nondimeno i suoi poemi sono come quellefabbriche d’illustri architetti alle quali il rimanereinterrotte non toglie la perfezione e la sublimità delleparti che sono compiute.
Il Monti fu Cavaliere della Corona di Ferro, Mem-bro della Lcgion d’Onore e dell’ I. II. Istituto, Profes-sore emerito dell’ Università di Pavia , Accademicodella Crusca, ccc. Ma la lode di uno scrittore insignenon è da ricercarsi fuori delle sue opere. E quelle diVincenzo Monti passeranno, formando il vincolo d’u-nione clic annoda ne’ fasti della nostra letteratura ilsecolo decimottavo col decimonono, alla più tarda po-sterità, monumento perenne della sua tanta fiammad’ingegno e della poetica gloria italiana.