SONETTI
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Sopra il santo Natale.
Sci tu quel Dio clic in suo furor camminaPer mezzo ai sette candelabri ardenti ?Che manda mi guardo, e l’ultima rumaPaventano crollando i firmamenti ?
Dove sono le frecce alla fucina
Del Ciel temprate e i fulmini roventi?Dove il tuon? dove il turbo? c la divinaIra che scende a sgomentar le genti ?Amor ( risponde ), Amor le punte acuteMi spezzò degli strali, e dalle stelleDio di pace or mi traggo in sua virtute.Ei dalla man le folgori mi svelle.
Amor non viene a dispensar saluteCon lo spirto di nembi e di procelle.
Questo è il temuto Tabernacol santoDel Dio d’ Abramo ? o la profana scuolaDi Babilonia , ove in lascivo ammantoLa sozza Idolatria tresca e carola ?
Qui sparge Flora il riso, Adone il pianto ,
E Cipri l’amator placa e consola}
Qui la Licenza ogni ritegno ha infranto,E il sacco ricolmò fino alla gola.
Lagrimosa i begli occhi e a fronte bassaL’Innocenza fuggì^ che incontro a leiLa Colpa alzò le corna e la rimosse.
Che tardi, o giusto Iddio? Sopra costeiTuona sdegnato, e quella destra abbassa,Che d’Oza il capo c d’Abiron percosse.