SONETTI
]’er la ritrattazione di Giustino Fcbronio.
Sci tu, parla, sei tu cpiel transalpinoSpirto nemico del maggior dei troni,
Che urtasti, audace ingegno peregrino,Della Sposa di Dio F alte ragioni ?
Dov 1 è F arma possente onde tu doniSpeme altrui di più libero domino ,
L’ arma che verso i gelidi TrioniFé’Roma dubitar del suo destino?
La gittai, mi risponde, allor che un lampoDella luce che in volto arde al gran Pio,L’Alpi trascorse, e m’atterrò sul campo.
Caddi qual Saulo} c or chiaro al fin vegg’io,Rotta la benda che fé’agli occhi inciampo,Che a Pietro non sovrasta altri che Dio .
Per san Rocco.
Dall’Alpi estreme per orrenda tracciaFosco di mortai lue nembo si mosse:Tremar Po e Tebro alla fatai minaccia,
E Appennin tutto per terror si scosse.
Ma tua pietà, Campion di Dio, destossePronta ovunque il crudel morbo s’ affacciaElla sanò le piaghe e le percosseChe d’Italia solcavano la faccia:
Mentre immemor del grave aspro periglio,Sospeso il ferro che F ancide e strugge ,
L’ egra Natura rasserena il ciglio :
E bieca, a guisa di lcon che rugge,
Morte la guata, e dall’adunco artiglioGetta la falce con dispetto e fugge.