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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SONETTI

]’er la ritrattazione di Giustino Fcbronio.

Sci tu, parla, sei tu cpiel transalpinoSpirto nemico del maggior dei troni,

Che urtasti, audace ingegno peregrino,Della Sposa di Dio F alte ragioni ?

Dov 1 è F arma possente onde tu doniSpeme altrui di più libero domino ,

L’ arma che verso i gelidi TrioniFé’Roma dubitar del suo destino?

La gittai, mi risponde, allor che un lampoDella luce che in volto arde al gran Pio,L’Alpi trascorse, e m’atterrò sul campo.

Caddi qual Saulo} c or chiaro al fin vegg’io,Rotta la benda che fé’agli occhi inciampo,Che a Pietro non sovrasta altri che Dio .

Per san Rocco.

Dall’Alpi estreme per orrenda tracciaFosco di mortai lue nembo si mosse:Tremar Po e Tebro alla fatai minaccia,

E Appennin tutto per terror si scosse.

Ma tua pietà, Campion di Dio, destossePronta ovunque il crudel morbo s’ affacciaElla sanò le piaghe e le percosseChe d’Italia solcavano la faccia:

Mentre immemor del grave aspro periglio,Sospeso il ferro che F ancide e strugge ,

L’ egra Natura rasserena il ciglio :

E bieca, a guisa di lcon che rugge,

Morte la guata, e dall’adunco artiglioGetta la falce con dispetto e fugge.