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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SONETTI

I’cr l’attentato della macchina infernale contrala vitadi Napoleone Bonaparte, seguito in Parigi il giornoventiquattro di dicembre 1800.

Prendi il mio crine, e non temer sventura,Disse al Gallico Eroe la calva Diva.

Lo prese il Forte, e al carro suo caplivaTrasse ognor la Vittoria e la Paura.

Spesso dove la mischia ardea più scui-a,Morte scontrollo, c lo guatò furtiva 5I\Ia d 1 un guardo atterrita e fuggitivaTorse il ferro, e celò la rea figura.

Alfin non ausa di ferir palese,

Di tradir s’ avvisò. Pianse al periglio11 Franco fato, e si coprì d’un velo.

Tremava il mondo. Ma la man Dio stese}Sviò 1’ orrido colpo , indi col ciglioQuetò P orbe tremante, e chiuse il cielo.

La gara delle Ire Repubbliche.

Fra tre gran Donne, che supremo han gridoDi libertà, superba lite ardea.

D isso la prima: To di virtù fui nido.

Io lo fui del saper, 1 ’ altra dieea.

Domai quanto è dal Caspio al Mauro lido,

E voi domai, la terza rispondea :

Quindi col Ciclo il mio poter divido:,

E toccai-, sì dicendo, il ciel parea.

Surse allor di gran mente e di gran coreLa Franca Donna, e per l 1 Europa domaUna voce gridò : Questa è maggiore}

Che giovine, e d’allor carca la chioma,

Di Sparta accoppia al marzìal rigoreD’ Atene il senno , ed il poter di Roma .