CANZONI , ODI , EC. 3 <)
Di Beiinda il crin recise,
Di Beimela il crin che poiPianser tanto i Silfi suoi}
Nella stanza ai riti eletta
Della lucida toletta
Fra manteche, fra pastiglie,
E d’ aranci e di giunchiglie,
Fra tinture, fra vasettiSpecchi , polveri e fiocchetti,
Sopra un terso tavolinoTosto innalza un altarinoFabbricato di amorosiSei romanzi spiritosi,
Fertilissimi di straneNovellette oltramontane}
Poi su questi riverentePone un guanto gentilmente,
Un ventaglio, due merletti,
E due fini manichetti,
E altri arnesi guadagnatiNegli amor dei tempi andati.
Ben disposte queste cose,
Con- tre lettere amorose
L’ ara accende, e pien d’ affetto,
Dal profondo del suo pettoEsalando con tre fiatiTre sospiri appassionati,
Cresce il foco, che bel belloTutto investe P altarello.
Poscia umile inginocchiandosi,
E le mani incrocicchiandosi,
Formò questi preghi ardenti:
O delizia de’ viventi,
Dea gentil, che accendi i pettiDe’ leggiadri giovinetti,
E, maestra ognor di vari