4 1
CANZONI, onr. ICC.
Di bei vezzi e di avvenenza,
E dettogli indi un corteseComplimento alla francese ,
Con cui lieto alfin doveaPresentarsi alla sua Dea .
Di quest’armi egli si valse,
E con queste alfin 1’ assalse.Quelle dolci parolclte,
Quelle tenere grazi ette,
Come dardi le passaronoEntro il core, c vi portaronoUn bisbiglio e una cocenteFiamma acuta, clic repenteLe facca bollir ben beneTutto il sangue nelle vene.
Ma la vinta donzelletta,
Che per nome un dì fu deltaLa bellissima Amarille,
Calda il petto di favilleChe le sparse in mezzo al coroQuel garzone incantatore,Cominciò con suon dolenteA cantar sì dolcemente,
Clic lo sdegno avria placatoD’ un leon, d’ un serpe irato.
Per sentirla i zefireltiPosar 1’ ale, e gli augelleltiMuti e attenti sulle frondeSi gittaro, e tra le spondeS’ acchetò del vicin rioIl loquace mormorio.
Ella intanto a’ suoi lamentiSciolse il labbro in questi accenti:Dolci auretee che spirate,
Deh temprate
Il mio duolj P affanno mio,