CANZONETTE, ANACREONTICHE
Clic così non posso, oh dio!Questa vita sostener.
Alle note sue dogliosePer pietà F eco rispose,
E F aurette susurrantiS’ agitaro a lei davantiPer temprarle gli affannosiCrudi ardori tormentosi.
Ella intanto i suoi lamentiRinnovò con questi accenti:
Non so dir se pena siaQuel ch’io provo, o sia contentojMa se pena è quel ch’io sento,Oh che. amabile penar!
E un penar che mi consola ,
Che. m’ invola ogn’ altro affetto /Che mi desta un nuovo in petto ,Ma soave palpitar.
In tal guisa ella cantò,
E qui tacque e sospirò:,
E il garzon che vinto avea,Ringraziando Citerea :
Altro, disse, or più non voglio}E lo disse con orgoglio.Crudelissima Amarille,
Tu le chete ore tranquilleDe’miei giorni intorbidasti}
Poi nel pianto mi lasciasti.
Tu non pensi ai mali mieiE pietosa più non sei}
Ma io non posso abbandonartiBenché ingrata, e voglio amartiFin clF io vivo, c t’ ameròQuando morto ancor sarò.