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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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CANZONETTE, ANACREONTICHE

Dritto è dunque eli’ io ti cantiLe novelle mie sconfitte ,

Non ancor su i lauri amantiD’ Elicona incise e scritte.

Mentre io canto , al tuo CamilloDal gran Tebro arrechi ImeneSu F Elùdano tranquilloLe soavi sue catene.

E alla mia Ferrara in gremboDi felici ascosi eventiVersi Giove un largo nembo.Ma tu siedi intanto e senti.

Era ornai già scorso un anno ,Clic il mio cor riposo aveaDai tormenti del tirannoGarzoncel di Citerca.

Libertà, di pace amica,

In gentil faccia serena,

Sciolta e rotta avea 1’ anticaAmorosa mia catena}

E adunando a sè gli sparsiMoltiformi erranti affetti,Tutti alfine a ritirarsiNel mio sen gli avea costretti:

Tranne alcun che per folliaDietro al viso e alle pupilleQualche volta scn fuggiaDella candida Amarille.