CANZONETTE, ANACREONTICHE
Dritto è dunque eli’ io ti cantiLe novelle mie sconfitte ,
Non ancor su i lauri amantiD’ Elicona incise e scritte.
Mentre io canto , al tuo CamilloDal gran Tebro arrechi ImeneSu F Elùdano tranquilloLe soavi sue catene.
E alla mia Ferrara in gremboDi felici ascosi eventiVersi Giove un largo nembo.Ma tu siedi intanto e senti.
Era ornai già scorso un anno ,Clic il mio cor riposo aveaDai tormenti del tirannoGarzoncel di Citerca.
Libertà, di pace amica,
In gentil faccia serena,
Sciolta e rotta avea 1’ anticaAmorosa mia catena}
E adunando a sè gli sparsiMoltiformi erranti affetti,Tutti alfine a ritirarsiNel mio sen gli avea costretti:
Tranne alcun che per folliaDietro al viso e alle pupilleQualche volta scn fuggiaDella candida Amarille.