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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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CANZONI, odi, ec.

Di Falerno, e sulla lira,

Col desio elle Bacco inspira,Porga pregili al suo vezzosoLigurino dispettoso.

Cianci allora AnacrconleColl’ idalio mirto in fronte,

E sturando un botticinoTutto colmo di buon vino,

Canti i baci, e il delicatoMento imberbe, c il bianco lato,E il gentil braccio tornitoDi Balillo catamito.

Tanto accieca, ohimè , le mentiBacco ai vati incontinenti!Fuorché il fonte intatto e puro,Altro nettare io non curo.

Lungi dunque dal mio seno,Lungi, o Bromio, il tuo veleno.Vanne, e recalo ad un Geta ,

A uno Scita , o ad un poetaChe di Pindo onta e flagelloSia cantor d’ ogni bordello.

Sì profano no, per dio ,

Non è il plettro e il canto mio.Io lodar vo sol le coseBelle, vaghe, graziose}

Io di versi aurea coronaTesser voglio in Elicona Solo al crin della furbettaVezzosissima Lisetta.

Grazie, Amori , qua correteSe imparar da lei voleteQualche nuova leggiadria,Qualche nuova furberia.

Quei begli occhi feritoriClic dan guasto a tanti cuori :