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CANZONETTE , ÀNACUEONTICHE
E le glebe ritroseVestir d’ erbe e di rose !
Ma di beltà mortaleA ebe, Musa, si lodaL’ onor fugace e frale ìNe insuperbisca e godaCbi poca in sen racchiudeRicchezza di virtude.
So che immago è del coreLa forma esteriore:
Ma 1’ immago soventeE fallace o languente.Dunque di questa eletta,Bellissima AngiolcttaCantiam gli aurei costumi,Maraviglia de’Numi .
Santa Onestà die, schivaDel fallir nostro immondo,Sbandita e fuggitivaPassasti ai boschi in fondoFra i giunchi e fra le canneDi palustri capanneA governar gli amoriD’innocenti pastori,
E di là pur taloraFurtive e mal sicureVolgi le luci ancoraAlle cittadi impure ,
Di rintracciar bramosaQualeh’ alma avventurosa,Che fra pudichi affettiNel suo seno t’ accetti :Santa Onestà, trovastiFra cittadine muraL’ alma bennata e puraClic tanto ricercasti.