CANZONI , ODI , EC.
Io parlo, o Dea, tu il vedi,
Del bell’idolo mio,
E conosco ben io,
Clic al suo fianco tu siediDolce maestra e madreDi virtudi leggiadre,
Clic tcco lo corteggiano,
Ed in amor gareggiano.
V’ è quel sì raro al mondoBel Pudor verecondo;
V’ ò l’Amistà soave,
Che tien del cor la chiave ;
V’ è 1’ Umiltà , che l’opreEsalta e i pregi altrui,
E non conosce, o copreD’ un vcl modesto i sui.
Dove te lascio, o saggio,
Difficile Contegno,
Clic d’ amore il linguaggioMal soffri, e il prendi a sdegno,E 1’ anime innamoriCogli stessi rigori ?
Crescono contrastateD’amor le fiamme, e mancanoPer soverchia pietate.
Presto l’alme si stancanoD’ un posseduto beneChe non costa più pene.Dunque, o luci vezzose,
Siate in amar ritrose.
Quante Belle , che il coreNon armar di rigore,Finalmente schernite,Disprezzate, traditePiansero una dannosaTenerezza pietosa !
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