CANZONETTE , ANACREONTICHE
L’uomo alla sua propaggineE all’ amistade intesoLieto vivea, nè oppresseloDelle sue brame il peso.
Virturle e Amor sorgevanoCon un medesmo volo,
Ed eran ambo un impeto,
Un sentimento solo.
Amor vegliava ai talami,
Amor sedea sul core ^
Le leggi, i patti, i limiti,Tutto segnava Amore.
Ma quando si cangiaronoIn cittadine muraI patrii campi, e videsiL’Arte cacciar Natura,
Fra l’uomo c l’uom, fra il varioMoltiplicar d’oggetti,
Nuovi bisogni emersero,
E mille nuovi affetti.
La consonanza ruppesi}
L’ira, il livor, l’orgoglioDella ragion più deboleSi disputare il soglio.
Allora io caddi, c termineEbbe il mio santo impero,
E le conquiste apparveroD’ usurpator straniero.
Rivai possente, ei d’ozioE di lascivia nacque :