CANZONI, ODI, EC. n5
Spirto acquistar parcanoL’erbette, i fiori e 1’onde,
Parean di miele e balsamoTutte stillar le fronde.
Gli amplessi raddoppiaronoLe giovinette spose,
E a’vecchi padri il giubiloSpianò le fronti annose.
Così fur fatte ospizioDella Virtù le selve,
Sole così rimaseroNella città le belve.
Ma pure ancor nel carcereDi queste tane aurate,
Che fabbricò degli uominiLa stolta vanitate,
Qualche bel cor magnanimoChiaro brillar si vide,
Qual astro che de’nuvoliFra il denso orror sorride.
A qual orecchio è poveraDe’pregi tuoi la Fama ?
Alunna delle Grazie,
Del Tebro onor ti chiama.
Darti 1’ udii d’ingenuaE di pietosa il vanto }
E i dolci modi e teneriNarrar, dell’alme incanto.
Bramai vederti, e timidoD’ oltraggi in suol nemicoSembianza presi ed abitoDi peregrin mendico.