CANZONETTE, ANACREONTICHE
Taccio la fe, la pubblicaUtilità, gli onori,
Dover, giustizia c patria,Prezzo d’infami ardori.
Calcò quell’ empio i titoliDi madre e di sorella,
E mescolanza orribileTrasse da questa e quella.
Natura allor di lagrime
Versò dagli ocelli un fonte,E torse il piò, coprendosiPer alto orror la fronte.
Pians’io con essa, e profugoDalle cittadi impureCorsi ne’boschi a gemereSu 1’ aspre mie sventure.
Rozzi colà m’accolseroPastori e pastorelle,
Che nV insegnavo a tessereLe lane e le fiscelle.
Guidai con loro i candidiArmenti alla collina,
E con diletto al vomereStesi la man divina.
Su 1’ orme mie poi venneroAltre Virtù smarriteA ricercar ricoveroDa quel crudel tradite.
Senti la selva il giungereDelle celesti dive,
E dicr di gioia un fremitoLe conoscenti rive.