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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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CANZONI, ODI, EC. 116

Vacilla il cor, s’offuscanoLe luci, e manca il piede}

Tutta ò ne’sensi attonita,

E dove sia non vede.

Al caro viso il timidoSguardo levar non osa,

O a mezzo sguardo arrestasiIncerta e vergognosa.

Chiesta arrossisce e taccsi}

E se parlar pur vuole,

Il turbamento soffocaSul labbro le parole.

Troppo sconvolta è l’anima,

Troppo il timor la punge :

Ma il freno ai guardi allentasi,

Quando il garzon va lunge.

Fido il suo cor lo seguita,

E dove ei l’orme impresse,

Ivi i bei rai s’affisano,

E calca 1’ orme istessc.

Poi quando agli occhi estaticiAlfin distanza il toglie,

In mesta solitudineLo spirto e il cor raccoglie.

Ivi al pensici- raddoppiasiIl già gustato incanto^

Tutta di lui s’inebria,

E s’ abbandona al pianto.

Fra quelle dolci lagrimeVa ripetendo in menteI cari detti, e scorrereSu l’alma il suon ne sente.