CANZONI, ODI, EC. j/J5
Sudor eli guerra ò balsamoDel prode alle ferite:.
Di Lambitici la lagrimaStrazio è di cor più mite.
Deb! non far mesto, o teneraVita, il bel seno, che soffh'a per te.
Al tuo natal dileguasi,
Vedi, ogni nostro affanno.
Sorridi, o bella, e calmati.
Al ritornai- dell’anno
Non sarai sola } e giuralo
L’alta Fortuna del maggior dei Re. —
Tale del Fato interpretiSciogliean le Muse il canto.
In viva onda d’ambrosiaLavò Minerva intantoLa Pargoletta^ e l’alitoSacro inspirando: Tu se’mia, gridò.
E le Gamelie vergini,
Curatrici divine,
D’ auree fasce l’avvolsero.
Fra le chiuse cortineVide l’opra mirabileLa Diva, che m’assiste, e la cantò.
-Monti. Foesù
e vane.
io