CAKZOM , ODI, EC.
Dal capo eterno e santo
Vetli altrove d’invitte armi vestitaBalzar Minerva, e collocarsi arditaAl suo gran padre accanto,
Ed apprestargli il carro e la tremendaEgida e 1’ ira nella pugna orrenda.
Grave d’igniti strali
L’adunco artiglio l’Aquila superbaBatte tra il fumo della mischia acerbaL’ ampie vele dell’ ali,
E s’allegra al fragor, clic su TiféoFan cadendo travolti Ossa e Pangeo.
Del Nume in altro lato
Sculte son 1’ opre di bontà} le santeLeggi inviate su la terra, e quanteFanno il mortai beatoArti leggiadre , e le dal vulgo escluse,De’bei fatti custodi, olimpie Muse-,
E di novella luce
Cinto e protetto de’Re giusti il soglio ,
E de’ superbi fiaccato 1’ orgoglio :
Perocché padre e duce 22
De’Regi è Giove} e giudice severo,
Non clic l’opre, ne libra anche il pensiero.
Su 1' aureo trono assiso
L’ alto Dio salutò sposa c reinaL’augusta Giuno} c uscia dalla divinaMacstade un sorriso,
Che vita era del Mondo, e lea d’amorebrenici’ Natura, e de’Celesti il cuore.