/{8 CANZONETTE , ANACREONTICHE
Poneangli P Ore ancelle 23
Sul nero ambrosio crin la dodonòaFronda vocale: c la ridente Igea,
Cui del braccio le belle
Nevi odorose il sacro angue rigira,
L’ eterna in fronte gioventù gli spira.
Veneranda consorte
Del maggior degli Dei, grande e feliceDe’ possenti Immortali Imperatrice ,
Di sua beata sorte
Esulta Giano. Amor, clic le favella
Cheto all’orecchio, la rendea più bella.
Le diè Ciprigna il cinto}
Le Grazie il velo del pudor } la dolceLingua, che Palme persuade e moloc,Il Signor dell’ avvintoDoppio serpe allo scettro } e la sagaceMinerva la virtù che vede e tace.
Nè delle Muse il canto
Tacque^ che gioja non è mai compiutaOve la voce delle Muse è muta.
E Palma Temi intanto l!t
Dir contenta parea: Se qui si gode,
Se la terra è felice, è mia la lode. —.