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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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/{8 CANZONETTE , ANACREONTICHE

Poneangli P Ore ancelle 23

Sul nero ambrosio crin la dodonòaFronda vocale: c la ridente Igea,

Cui del braccio le belle

Nevi odorose il sacro angue rigira,

L’ eterna in fronte gioventù gli spira.

Veneranda consorte

Del maggior degli Dei, grande e feliceDe’ possenti Immortali Imperatrice ,

Di sua beata sorte

Esulta Giano. Amor, clic le favella

Cheto all’orecchio, la rendea più bella.

Le diè Ciprigna il cinto}

Le Grazie il velo del pudor } la dolceLingua, che Palme persuade e moloc,Il Signor dell’ avvintoDoppio serpe allo scettro } e la sagaceMinerva la virtù che vede e tace.

Nè delle Muse il canto

Tacque^ che gioja non è mai compiutaOve la voce delle Muse è muta.

E Palma Temi intanto l!t

Dir contenta parea: Se qui si gode,

Se la terra è felice, è mia la lode. —.

Ma qual sul vasto Egeo

Nube s’innalza, che di negro il copre?L’ alto del Mondo Correttor, fra P opreDel celeste Imenèo ,

La folgore posò} ma del triformeTelo tremendo la virtù non dorme.