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CANZONETTE , ANACREONTICHE
Beatrice son io. Questo il’ oliva
Ramo al mio crine sovra bianco velo,
Se ben leggesti, il mostra e il verde mantoE la veste in color di fiamma viva. 3 sMa perchè la bellezza ond’ io m 1 incielo,Trascende la mortai vista, clic il tantoNon ne potimi nè il quanto,
Sculta in tuo cor ne assunsi una terrena. 4°Guardami ben. — E i’ lutto in lei m’affissi,E intera allor chiarissiLa sembianza che pria venne non piena.
Ma qual si fosse, aperto io noi favello;
Chè velato pensici 1 spesso è più hello.
Ben, senza frode al ver, dirò che quandoAll’ attonita mente apprcscntossiLa simiglianza dell’ amato viso,
Come padre deliro lagrimando,
Quella divina ad abbracciar mi mossi :
Sì m’avea tenerezza il cor conquiso.
Con un grave sorriso
Ella represse il mio non sano ardire,
E seguitò: Dell’altre a te venule
Donne d’ alta virtute
Ti giovi il nome glorioso udire.
Questa al mio fianco è Laura di Vaichiusa,Lungo sospir della più dolce musa.
A dir quant’ era il suo valor vien mancoOgni umano parlar. Nel suo mortaleDi vero angiol sembianza ella tenca ;
Tal che in mirarla ognun guatava al biancoOmero, attento a riguardar se PaleMettean la punta. E ognor ch’ella moveaIl hel fianco, parca