CANZONI, ODI, EC.
Ma se venir ti giovaIn parte ove più caroSuoni il tuo nome a prova,
Vicn di Catullo al chiaroNatio terrcn, perpetuaDi leggiadri intelletti alma città.
Vieni, e di quel gentileSignor, ch’oggi d’imenePentito bacia e umileLe dorate catene,
A ornar di rose insegnamiLa ben del cor perduta libertà.
Al mio già stanco ingegnoScemo dell’estro anticoSpira un carme che degnoSia di cotanto amico,
E de’ bei rai che trassero
L’ aureo strale che alfin tutto il passò.
Ed io, se tanto liceAl doloroso accentoDel tuo padre infelice,
Farò che il mio lamentoNon sia di grazie poveroFra i lieti canti clic Imeneo destò.
Ahi vana speme ! il figlio,
Il figlio mio non m’ ode.
Chinar disdegna il ciglio
A iniqua età clic gode
De’ sacri vati irridere
Gli aurei studi ond’ è bella ogni virtù.