CANZONI, ODI, EC.
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Nel giorno onomastico del sig. Luigi Aureggi, presso di cuil’autore colla sua famiglia trovavasi a villeggiare a Ca-raverio in Brianza nel 1823.
VERSI
della contessa Costanza Fcrticari Montia suo padre.
Poni, io dissi al mio cor, poni giù il pesoDe’ lunghi affanni, e lietoDettami un carme che il gentil desioDe’cari amici adempia, e insiem sia degnoDell’amato e cortese ospite mio.
Così pregava, ahi lassa! e in doloroseNote nel suo segreto il cor rispose :
Oh che dimandi, sventurata ? Ancora,Ancor tre luci, e 1’ oraDell’ anno volgerà che la divinaDel tuo perduto amore alma dilettaPrese il volo del cielo, e là t’aspetta.
E a questo dire in piantoLargo scorrente si converse il canto.
Tu del canto signor dunque per meOttieni, 0 padre, al mio tacer mercè5Che il labbro mio non può, se giusto miri,Altro dar clic sospiri.
Risposta del Padre.
ODE
Chieggon le Muse, o figlia, alma gioconda.
E tu versi a me chiedi?
Tu, che crudele (e il vedi)
Col pianto che le gote ognor t’inonda,
Sì mi sconforti, che stanca ed attritaColl’ ingegno in me langue anche la vita ?