CANZONETTE, ANACREONTICHE
Nè spero del mio duol tronca 1’ amaraRadice e il primo vantoRinnovato del canto,
Se tu, dell’alma mia parte più cara,Non chiudi al lungo lagrimar la vena,E fronte non mi mostri alta e serena.
Torni dunque, amor mio, le morte roseDel dilicato visoA ravvivarti il riso ' vEd allegre del padre ed animoseSuoneranno le rimej che ’1 coloreDel mio crin si cangiò, ma non il core.
Sparse allor di dolcezza in aurei modi,Come amistà le spira ,
Su la verace lira
Del mio Luigi voleran le lodi $
E diran quanta cortesia suggellaLe candide virtù d’ alma sì bella.
E tu la cetra, che temprarti io volli,Disposando alla mia,
Di lodata armonia
Farai sonanti di Brianza i colli}
Si poseranno, ad ascoltarla intenti,Di Caraverio su le balze i venti.
L’ aure impregnando di ben mille odoriSoavemente tocchiDal lampo de’ begli occhi,
Lieti apriransi a te dintorno i fiori :
Non più morta, non più squallida e scura,Ma tutta un riso ti parrà Natura.