TERZINE
Fama i nomi ne porta illustri e conti 5E le mura e le vie parlari pur ancoDi Bruchcnavia, c cl’Amcllmrgo i ponti.
Egli mirava al destro lato e al mancoCon avid’ occhio i volti appesi, e onorePungea frattanto il giovinetto fianco.
Ma degli avi superbia entro quel coreNon surse; che dell’ anime ornamentoNon è degli avi il grido e lo splendore.
Ben P esempio destò con bel portentoMille al Garzon virtudi emulo in seno ,
E diè lor qualitade ed alimento :
Quindi Costanza, che con piè sereno
Sta sopra il Fato e la Fortuna, e sprezzaIl turbine che 1’ urta ed il baleno :
Quindi Umiltà, che rado alla GrandezzaSi fa compagna, e scritto porta in facciaIl sentimento della sua Lassezza:
Quindi Pietade, che amorosa in tracciaVa de’ miseri afflitti, e alla gridanteLacera Povertà stende le braccia :
E inv'iolabil Fede, c cogitante
Tarda Prudenza , e cento altre sorelle,
D’atti e nome diverse e di sembiante ;
Tutte un dì nate in Paradiso, c belleCome del ciel su la cerulea vestaLe rugiadose tremolanti stelle.
Alza, o Tebro, dai gorghi alza la testa,
E benché di tue bionde acque bramosoIl Tir reno t 1 aspetti, il corso arresta.
Rendi a un vate ragion. Il generosoEroe, ch’io canto, tu conosci, e alteroLevasti il capo dallo speco algoso,
Quando fra i Genii del Romano ImperoRicco d’alto saper largo ei solcaSpargere lo splendor del suo pensiero \