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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

Fischiati per l’aria i colpi e le percosse,Volali sparsi i cervelli, e frondi e spineFansi dintorno sanguinose e rosse.

L’intrepido campion sulle vicineScoscese rocce i fuggitivi incalza,

E li respinge nelle tane alpine.

Quindi d’un giogo la ventosa balzaSalì, che a guisa di tridente acutoFra due verdi montagne al cicl s’innalza.

Sopra scabro macigno ivi seduto,

In fronte di sudor si terse un rivoDal faticoso battagliar spremuto:

Mentre lassuso per aperto clivo,

I perigli obliando e le querele,Quell’armento il seguia salvo e giulivo.

Sgombro alfin d’ogni belva empia c crudele,Vestissi il poggio di ridenti erbette,

Ove amaro nascca pasco infedele.

Esultar ,gli arieti e l’agnelletto,

Esultarono i colli, ed i ruscelliCorsoi- di linfe salutari c schiette.

Con ale tremolanti i venticelli

Si gittavan sui rami, e la frondosaVerde chioma scotean degli arboscelli.

Dalla parte del ciel più luminosaEcco intanto venir candida e lieveNube , tutta gentil, tutta odorosa.

Così bianca talor falda di neve

Dai pendenti burron giù s’abbandona,Quando il raggio solar l’investe e beve.

Già sul monte si cala, e una personaDal pacifico grembo in due divisoCinta di veste pastoral sprigiona.

La risplendente maestà del viso,

L’amabil occhio palcsollo un veroFulgido ciltadin del paradiso.