Buch 
1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
Seite
233
JPEG-Download
 

TERZINE

z33

Cadea poggiato su la manca il mento,

Quando alle braccia non so cbi mi piglia,Scuotendo il capo chino c sonnolento 5

E una voce all’orecchio (oh meraviglia!):Dormi, gridò , fìgliuol d’ inerzia ? OrmaiApri, io son che li chiamo, apri le ciglia. —

All’urto, al grido le pupille alzai,

E un alato garzon mi vidi innanteCh’ avea del Sole su la fronte i rai.

Io dalle chiome al piè tutto tremante

Rizzai le membra5 c: Non temer, diss’egliIn gentil soavissimo sembiante.

Grande e bella cagion vuol ch’io ti svegli:Alzati, e vola. — Al fin di questi accentiMi ravvolse la mano entro i capcgli : 5a

E le forti battendo ale lucenti,

Ratto si spinse come strai dall’arco,

Che lascia indietro men veloci i venti.

O aure, 0 nubi, col gravoso incarco

Del mio fral, non vi prenda onta e disdegnoSe per la vostra regione io varco.

Dall’ ima terra spettator qua vegnoD’ammirabili cose, e al mondo chiareAndranno, se il mio dir di fede è degno.

Tratto in aria pel crin, lungi mancareE fuggir mi vedea l’erte montagne,

Le cittadi, le valli e 1 ’ ampio mare.

Le nuvole fan largo, e le compagne

Nebbie pendenti ovunque alzo la facciaPer l’immense del cicl vote campagne.

Del fulmine passai sopra la traccia,

E tacque il cupo rimugghiar de’ tuoniDi spavento ministri c di minaccia.

Si chetarono i nembi e le tenzoniDell’ irate procelle c il tempestosoTerribile furor degli aquiloni.