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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

Ma pur senlia (li zolfo e di nitrosoBitume odor si gravi e sì fetenti,

Che mi divenne il respirar penoso.

Ivi caldo di sdegni onnipossenti

Scende il Padre de’Numi in sua virtudeA fabbricarsi le saette ardenti.

Ira e Vendetta colle braccia ignudo

Gli stanno al fianco, e orribili rimbombiGetta d’ intorno la percossa incude.

All’alternar de’spaventosi rombi

Tremano i monti per timor che prestoLa ruinosa folgore giù piombi.

Pien di ribrezzo valicai per questoSentier sparso d’orrori e di paura;

Finché il fosco lasciando aere funesto.

In parte giunsi più serena e pura,

Onde tosto d’Olimpo ogni confineLuminoso m’ apparve oltre misura.

Mia guida il volo in su la cima alfineFermò di bianca nuvoletta, c intantoDalla man forte sprigionommi il crine.

Io gittava pur gli occhi in ogni cantoImpaziente ormai per lo desioDi saper perchè ascesi alto cotanto :

Quando un batter di palme, un mormorioD’ale commosse, un sibilar di manti,

E tal voce dal Sol scender s’udio:

Fate plauso, o Comete, o Mondi erranti;,Fate plauso al gran Guido, o Cherubini,O superne Potenze, o Troni, o Santi.

Odi come fra gaudi almi e divini,

Disse il mio Duca , del tuo Guido in cieloSuona il nome sul labbro ai Serafini.

Leva su gli occhi, e vedi: il denso velo 53Che lo sguardo mortai tienti impedito.Già ti sgombro davanti, e già ti svelo