TERZINE
E giunte ai piedi del buon Pio, che lietoFa di sua vista il Tebro, e che prescrittoAl sacro impero dal divin decreto,
Per pietà, per giustizia, c core invittoDi me solo minor mostrasi, e fidoDella mia Sposa custodisce il dritto,
Dite clic prima io gli accomando e affidoL’ eredità di Cristo:, c poi che chiedeAmpio ristoro il faticai- di Guido.
Dite che così brama il Dio che siede
Sul seggio adamantin, Dio che sembianteHa di diaspro, c d’ oricalco il piede. —•Tal parlò l’infallibile Tonante,
E parve a udirsi la sua voce un pronoCader di strepitosa onda sonante 56 .
Allor di lampi e folgori dal tronoUn improvviso nembo si disciolseMisto al fragor di procelloso tuono 5 ?.Ohimè ! c[ui troppa luce i rai m’avvolse,Ohimè ! qui sparve il cielo, c su lo stessoMargo, d’ onde l’ignoto Angcl mi tolse,Dalla beata Visione oppresso ,
Steso fra l’erbe mi trovai qual era.
Vidi il Sol moribondo, c a lui dappressoVolca la notte uscir tacila c nera.