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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

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Ma scritto è in ciel clic i sacri omeri adornoDelle lane di Tiro il figlio amatoDal Tevere al suo sen faccia ritorno.

E questo è il dì laggiù tanto aspettato,

Del Figlio i pregi e della Madre alfineI caldi voti a coronar serbato.

Veggo i monti esultarne e le colline}

Veggo più vaghi delle sfere i raiScintillar per le pure aure turchine.

E me, che col desio spesso affrettaiQueste a giunger sì lente ore gradite,

Tacita nel comun plauso vedrai.

Venga la bella emula mia} venite

Meco, o Virtudi più sublimi c conte,

E ormai la generosa opra compite. —

Qui tacque, e tutte festeggianti c pronteCorsero le Virtudi, e in gentil attoTre volte e quattro si baciaro in fronte.

Corse la Carità, che un cor già trattoDalle sue fibre, nella man si stringeDa vivissime fiamme arso c disfatto.

Corse la Speme, che le terga accingeD’infaticabil ale, e verso il CieloGli sguardi confidenti ognor sospinge.

Corse la Fe, che sotto bianco veloDella faccia ricopre i bei candori,

Ed innalza la Croce cd il Vangelo.

Dietro a queste scgm'au P altre Minori,

Vencrabil corteggio ! e in dolci gareVcnian fastose de’ secondi onori.

Rise il gran Nume in riguardar le careFiglie del suo chiarissimo intelletto}

E fatto cenno di voler parlare :

Ecco, lor disse, il vestimento eletto}

Voi recatelo al Giusto, al Mansueto,

A lui che tutte vi racchiude in petto.