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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

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Tal ratta io vidi nel piegar del guardoDal bel crin della Donna scintillandoLa corona partir del Longobardo;

E l’italico cielo illuminando,

Posarsi in fronte al suo Signor, clic fieroLa presse al capo, e la calcò col brando.

Stretto alla tempia del fatai Guerriero,Mettea quel cerchio riverenza e tema,

E sospeso del Mondo era il pensiero.

Dal travagliato Ispano c dall’ estremaElba prudente 1’ agenorea figliaSalutò il raggio del novel diadema.

Su la norica rupe ancor vermiglia

Del suo sangue affacciossi l’Alamanno ;Vide il suo meglio, ed abbassò le ciglia.

Ma di navi potente e più d’inganno,Bestemmiò, corseggiando il porporinoLigure flutto, il predator Britanno ;

Ed affrettava dall’aperto Eusino

L’irto Russo, clie anela il freddo poloCol bel cielo cangiar di Costantino . —

Qui di mia vis'ion fu tronco il volo \

Qui dagli occhi sparì 1’ alto CantoreDel gaudio eterno e dell’eterno duolo.

E un sorriso che parvenu d’amore,

Mi raggiò nel partir l’Ombra gentile,

Sì che dentro brillar m’intesi il core.

Pien di questo il pensier, vate non vile.Scrissi allor la veduta maraviglia:

E fido al fianco mi reggca lo stile

TI patrio Amor che solo mi consiglia.