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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SESTINE

SOPRA I DOLORI DI MARIA VERGINE(1779)

Non ò questo il Calvario? e non son questeLe ferali di morte ombre angosciose?

10 sento l’auro taciturne e mesteGemer tra i cedri e tra le querce annose,

E fin dai fondamenti ultimi e cupiCommosse intorno traballar le rupi.

Oh flebil Monte ! oh flebili tenebre !

Qual gelido spavento il cor m’agghiaccia?Veggo di nube pallida e funebre

11 Sol coprirsi per terror la faccia,

Di mirar ricusando il tuo delitto,

Empia S'ionne, e il suo Fattoi - trafitto.

Egli alfine spirò. Lagrime, usciteIn larga vena ad innondarmi i rai :

E voi, balze petrose, ah non mi diteCome spirò, ch’io già l’intesi assai:

E tu per poco, oh Ciel, lascia ch’io veggiaFra quali oggetti il mesto sguardo ondeggia.

Chi è colei che al duro tronco appressoAtteggiata di doglie e smorta in visoImmobil stassi al par del tronco istessoCon gli occhi vólti all’ innocente ucciso ?

L’ ambascia acerba che sul cor traboccaOgni accento le tronca in sulla bocca.