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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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Cristo raffigurato nel sasso che atterrò il Colossoveduto in sogno da Nabucco.

I.

Qui stette, qui superbo alzò la fronteL’idolo della colpa, e al Ciel fe guerra.

Qui cadde rotolando giù dal monteUn picciol sasso, e rovesciollo a terra.

Balzò l’infame capo entro Acheronte,

Clic ne’suoi gorghi ancor F asconde e serra.Rimaser solo ad ingombrar la valleL’infranto busto e le troncate spalle.

II.

Musa, dell’alte sfere cittadina,

Che piombar la gran mole al suol vedesti,E lieta su l’orribile rovinaUn dolce inno di laude a Dio sciogliesti,Aprimi la profetica cortina,

Che in Babilonia a Daniel schiudesti,

E a parte a parte, tu che n’hai memoria,Vienmi a narrar la peregrina istoria.

IH.

In mezzo di vastissima pianura

L’orrendo simulacro al ciel s’ ergea :

La testa formidabile e sicuraA cozzar co’ lucenti astri giungea,

E il terribil suo sguardo di pauraLa bianca Luna scolorir facea.

Il Sol rifugge di fissarvi l’occhio,

E volge altrove spaventato il cocchio.