ottavi:
2 %
Cristo raffigurato nel sasso che atterrò il Colossoveduto in sogno da Nabucco.
I.
Qui stette, qui superbo alzò la fronteL’idolo della colpa, e al Ciel fe guerra.
Qui cadde rotolando giù dal monteUn picciol sasso, e rovesciollo a terra.
Balzò l’infame capo entro Acheronte,
Clic ne’suoi gorghi ancor F asconde e serra.Rimaser solo ad ingombrar la valleL’infranto busto e le troncate spalle.
II.
Musa, dell’alte sfere cittadina,
Che piombar la gran mole al suol vedesti,E lieta su l’orribile rovinaUn dolce inno di laude a Dio sciogliesti,Aprimi la profetica cortina,
Che in Babilonia a Daniel schiudesti,
E a parte a parte, tu che n’hai memoria,Vienmi a narrar la peregrina istoria.
IH.
In mezzo di vastissima pianura
L’orrendo simulacro al ciel s’ ergea :
La testa formidabile e sicuraA cozzar co’ lucenti astri giungea,
E il terribil suo sguardo di pauraLa bianca Luna scolorir facea.
Il Sol rifugge di fissarvi l’occhio,
E volge altrove spaventato il cocchio.